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La ricetta ottocentesca di Brunetta il 'fantuttone'Repubblica — 28 ottobre 2008 pagina 1 sezione: PRIMA PAGINA Le piaghe del lavoro italiano non sono "i fannulloni", che non esistono come categoria determinante, ma "i fantuttoni" alla Brunetta. Non quelli che "fanno nulla" ma quelli che "fanno tutto" meglio di tutti: economia, scuola, cancelli, tornelli, lucchetti, giustizia~ E difatti non è più un caso di agitatissima demagogia ma di psicopatologia politica l' idea che il lavoro possa essere regolato dal cartellino e dai chiavistelli. Dalla robotizzazione dei Fantozzi e dalla fantozzizzazione degli impiegati, dei dirigenti, dei ricercatori, degli scienziati, degli intellettuali, dei giudici, tutti, come i cinesi di Prato, inchiodati sulla sedia a cucire le borse. Al posto dell' operaio di Junger, soldato (al soldo) della Tecnica, l' Italia del 2008 ha dunque il Brunetta di Berlusconi, soldato del Lavoro Forzato. Il professore Brunetta, pur gonfio di rancore, rimane infatti, come egli stesso ama scandire, un so-cia-li-sta, con in testa l' operaio ottocentesco della grande tradizione. |
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Protocollo Governo – Sindacati rinnovo CCNL 2008 2009 Palazzo Chigi 30 ottobre 2008 Finanziaria 2009 Le risorse stanziate nel disegno di legge finanziaria per il rinnovo del contratto di lavoro del pubblico impiego per il settore statale sono pari a circa 2.800 milioni di euro e consentono un incremento complessivo delle retribuzioni pari al 3,2%. Stessa cifra è a disposizione per il settore non statale (Regioni ed enti locali, Sanità..). Complessivamente le risorse disponibili per l’attuazione del Protocollo sono circa: 6 miliardi di euro Risorse finanziarie complessive •procedere al più presto alla chiusura di tutti i contratti collettivi relativi al biennio economico 2008‐2009; •recupero risorse derivanti dal tagli ai fondi unici di amministrazione: circa 190 milioni di euro; •Impegno del Governo al recupero delle risorse derivanti dalla disapplicazione delle leggi speciali per il 2009 (530 milioni di euro) Cosa prevede il Protocollo • Le risorse recuperate per i trattamenti accessori dovranno essere destinateall’incentivazione della produttività dei dipendenti, mediante l’individuazione nei CCNL di criteri rigorosamente selettivi, con particolare riferimento all’introduzione di meccanismi premiali dei profili qualitativi e quantitativi della prestazione lavorativa; Produttività • Per il comparto Ministeri il CCNL gli aumenti previsti sono: • 60 euro mensili per lo stipendio • 10 euro mensili per la parte accessoria Comparto Ministeri In caso di chiusura dei contratti entro il 2008, comprese le pendenze aperte del biennio 2006‐2007, il biennio si chiuderà con un aumento a regime, rispetto al 2007, del 6,9 per cento al netto e del 7,3 per cento al lordo degli arretrati Effetto retribuzioni Il Governo pagherà comunque con la tredicesima di dicembre l’indennità di vacanza contrattuale per l’anno 2008, con un conseguente beneficio medio di 190 euro lordi l’anno. In termini netti, l’importo medio è pari a circa 113 euro l’anno. Indennità di vacanza contrattuale Le pubbliche amministrazioni in caso di mancato accordo sui contratti collettivi, potranno pagare comunque nel mese di gennaio 2009 il 90% degli aumenti previsti (disegno di legge finanziaria 2009). In media l’aumento sarà di circa 61 euro mensili. Pagamento stipendi gennaio 2009 • Governo e Sindacati concordano sull’adattamento al settore pubblico, a decorrere dal 2010, delle linee guida di rinnovamento del modello contrattuale, con le relative previsioni normative e di spesa, nella legge finanziaria del prossimo anno. Nuovo modello contrattuale Trattativa Ministeri già avviata. • Entro pochi giorni avvio trattativa Scuola. • Entro primi 10 giorni di novembre avvio restanti comparti settore pubblico • Dicembre – pagamento indennità vacanza contrattuale 2008. • Gennaio 2009 – pagamento 90% aumenti in caso di mancato accordo sui ccnl Calendario Intesa per rinnovo contratto pubblico impiego E' stato siglato tra Governo e sindacati giovedì 30 ottobre, a Palazzo Chigi, il Protocollo d'intesa sul rinnovo dei contratti dei lavoratori del settore pubblico
L'intesa sottoscritta da Cisl, Uil, Ugl, Confsal e Usae, a cui non ha aderito la Cgil, la CGU ed altri, prevede le modalità di rinnovo del contratto per tutto il pubblico impiego secondo quanto stabilito dalla legge finanziaria per il 2009, attualmente in esame al Parlamento.
Stanziate dal Governo risorse complessive pari a 6 miliardi di euro destinati per il 50% agli statali e per il 50% al personale delle regioni e degli enti locali con un incremento dei salari pari a circa il 3,2%.
Inoltre, verrà erogata a dicembre, direttamente in busta paga insieme alla tredicesima, l'indennità di vacanza contrattuale pari al 50% dell'inflazione programmata per il 2008. Si tratta di circa 114 euro lordi per ogni dipendente pubblico.
Nel protocollo d'intesa è previsto, infine, il recupero dei 200 milioni di euro relativi ai fondi di amministrazione che erano stati tagliati dal decreto legge 112/2008 convertito con modifiche nella legge 133/2008. Questi fondi vengono ripristinati sia per il 2009 che per il 2010.
Nel caso in cui le trattative per il rinnovo dei contratti non dovessero essere concluse entro la fine dell'anno, dalla data di entrata in vigore della legge finanziaria, le somme previste possono essere erogate anche mediante atti unilaterali, salvo conguaglio all'atto della stipulazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro.
L'importo che verrà erogato senza contratto non può comunque superare il 90 per cento del tasso di inflazione programmata per ciascuno degli anni del biennio di riferimento applicato alla voce stipendio. In ogni caso a decorrere dal mese di aprile è erogata l'indennità di vacanza contrattuale.
La procedura seguita per il rinnovo del contratto (Nota del Dipartimento della funzione pubblica): - dopo la presentazione della legge finanziaria 2009 inviato l’atto di indirizzo all’Aran per il comparto Ministeri, seguirà quello relativo al comparto scuola; - convocato l’organismo di coordinamento dei comitati di settore, dove ha presentato le linee guida per il rinnovo contrattuale in base a quanto previsto dalla Finanziaria e dal protocollo, per richiedere la rapida emanazione degli atti di indirizzo da inviare all’ARAN; - i comitati di settore delle Regioni ed enti locali, della sanità, degli enti di ricerca e delle Università si sono impegnati ad emanare gli atti di indirizzo entro la prima settimana di novembre; - il compito di chiudere le trattative spetta ora all’ARAN.
Cosa prevede l'accordo Il Governo s'impegna a recuperare oltre alle risorse relative ai fondi unici di amministrazione, anche le risorse derivanti dalla disapplicazione di leggi fatta dal D.L.112/2008 convertito nella legge 133/2008.
Le risorse recuperate per i trattamenti accessori saranno destinate all’incentivazione della produttività dei dipendenti mediante individuazione nei Contratti collettivi di criteri rigorosamente selettivi, con particolare riferimento all’introduzione di meccanismi premiali dei profili qualitativi e quantitativi della prestazione lavorativa.
Per il compatto dei Ministeri, le risorse finanziarie stanziate permettono di adeguare complessivamente a regime le retribuzioni dei dipendenti per 70 euro mensili per tredici mensilità. L'ARAN potrà ripartire tale somma nel seguente modo: 60 euro mensili per lo stipendio e 10 euro euro mensili per la parte accessoria. Su questo punto, il Governo s'impegna ad emanare nel breve tempo gli altri atti di indirizzo di sua competenza.
Per quanto riguarda i contratti collettivi relativi al biennio precedente ancora da stipulare il Governo s'impegna, nell’ambito delle sue competenze, ad assumere ogni iniziativa per la sottoscrizione definitiva nei tempi più rapidi.
Per quanto riguarda poi la rivisitazione del modello contrattuale l'accordo prevede l’avvio di un negoziato che abbia come obiettivi: 1. l’adattamento al settore pubblico a decorrere dal 2010 delle linee guida di rinnovamento del modello contrattuale con le relative previsioni normative e di spesa nella legge finanziaria del prossimo anno. 2. lo snellimento delle procedure negoziali e la riduzione dei tempi dei procedimenti negoziali, al fine di tutelare maggiormente le aspettative dei dipendenti alla scadenza del contratto collettivo di lavoro e di garantire maggiore prevedibilità e trasparenza dei flussi finanziari a carico dei bilanci pubblici, anche al fine di consentire comparazioni attendibili con l'andamento del costo del lavoro nei settori privati.
Ripensare il modello contrattuale e negoziale di rinnovo dei contratti del pubblico impiego è secondo governo e sindacati opportuno in quanto:
1. il Protocollo del 1993 sulla politica dei redditi e sugli assetti contrattuali ha permesso di conseguire i risultati che si era prefisso e, in particolar modo, il mantenimento del potere d’acquisto delle retribuzioni, il contenimento dell’inflazione e lo sviluppo dell’occupazione; 2. il quadro economico e istituzionale è mutato poiché l’economia ha avuto un lungo periodo di bassa crescita sul quale si è ora innestata la crisi finanziaria internazionale; 3. nel settore privato si sta definendo un accordo su linee guida di rinnovamento del modello contrattuale; 4. il rinnovamento deve coinvolgere anche il pubblico impiego, dove si sono manifestati problemi di applicabilità del Protocollo del 1993 e di difficoltà a rinnovare tempestivamente i contratti di lavoro; 5. pur nel pieno rispetto delle differenze e delle specificità, il settore pubblico può svolgere una funzione di riferimento nella revisione del sistema contrattuale, anche nel settore privato.
Dividendo dell'efficienza Il dividendo dell'efficienza consiste nel finanziare la contrattazione integrativa con i risparmi aggiuntivi realizzati per effetto di processi amministrativi di razionalizzazione e riduzione dei costi di funzionamento dell’amministrazione (comma 34 art. 2 disegno di legge finanziaria 2009).
Ciò è conseguenza della disposizione che stabilisce a partire dal 2009 che il trattamento economico accessorio dei dipendenti delle Pubbliche amministrazioni debba essere corrisposto in base alla qualità, produttività e capacità innovativa della prestazione lavorativa (comma 32, art. 2 disegno di legge finanziaria per il 2009).
Il Dipartimento della funzione pubblica e il Ministero dell'economia e delle finanze verificano periodicamente, con cadenza semestrale, il processo attuativo delle misure di riorganizzazione e di razionalizzazione delle spese di personale allo scopo di riscontrare l'effettività della realizzazione dei relativi risparmi di spesa. Ove in sede di verifica venga riscontrato il conseguimento di economie aggiuntive rispetto a quelle già considerate ai fini del miglioramento dei saldi di finanza pubblica o comunque destinate a tale scopo in forza di una specifica prescrizione normativa, con decreto del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono definiti i limiti percentuali e le modalità di destinazione delle predette risorse aggiuntive al finanziamento della contrattazione integrativa delle amministrazioni. Questa disposizione non si applica agli enti territoriali e agli enti, di competenza regionale o delle province autonome di Trento e di Bolzano, del Servizio sanitario nazionale (comma 33, art. 2 disegno di legge finanziaria per il 2009).
Articolo tratto dal sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri
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Le pubbliche amministrazioni in caso di mancato accordo sui contratti collettivi, potranno pagare comunque nel mese di gennaio 2009 il 90% degli aumenti previsti (disegno di legge finanziaria 2009). In media l’aumento sarà di circa 61 euro mensili. Pagamento stipendi gennaio 2009 |
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Medici: Fazio gli restituisce la "libertà", Si ritorna a pre BindiLa controrivoluzione di Fazio: via l’obbligo di scegliere tra libera professione intramuraria o extramuraria ROMA - Tornano liberi i medici. Liberi di esercitare l’attività privata senza legami con l’azienda ospedaliera da cui dipendono. Chiamati a rispettare un’unica condizione. Che la massa di lavoro svolto in reparto non risulti inferiore a quello dello studio, per numero e tempi. «Ritorno al passato – annuncia il sottosegretario al Welfare, Ferruccio Fazio -. Il rapporto col servizio sanitario pubblico diventa unico. Via il doppio binario e l’obbligo di scegliere tra libera professione intramuraria (cioè soggetta alle regole della struttura pubblica, ndr) o extramuraria. Questo stabilirà la direttiva nazionale. Resta ferma l’autonomia delle Regioni». La novità molto probabilmente sarà contenuta in un emendamento alla Finanziaria. SI RITORNA A PRIMA DELLE LEGGE BINDI - In pratica viene ripristinata la situazione precedente la cosiddetta legge Rosi Bindi del ’99 che ha introdotto il rapporto esclusivo dei medici col Servizio sanitario pubblico obbligandoli a decidere tra una doppia opzione. La prima: fatturare le prestazioni private col bollettario della Asl e in strutture predisposte dall’azienda (percentuale che si è verificata in percentuale molto bassa) e, in cambio della fedeltà, ricevere in busta paga l’indennità di esclusiva. La seconda opzione: esercitare l’attività privata in modo autonomo, rinunciando a quella voce dello stipendio. Il 95% dei medici ha scelto la prima strada. La controrivoluzione di Fazio porta con sé un costo di circa 70 milioni, necessari per versare l’indennità a quel 5% di medici che non la ricevevano: «Troveremo quei soldi – si dice certo il sottosegretario -. Si può prevedere anche una graduale applicazione del nuovo sistema. Comunque è tutto da discutere con le Regioni. L’obiettivo è restituire la libertà ai singoli professionisti, la stessa libertà che è consentita agli architetti o agli ingegneri, garantendo la piena efficienza del servizio pubblico». I CONTROLLORI - Al centro del sistema c’è l’Agenas, agenzia per i servizi sanitari nazionali, col compito di monitorare se la libera professione viene condotta secondo tempi e volumi di prestazioni compatibili con quelle erogate dal pubblico. L’Agenas si avvarrà dei Nas. Potrebbero essere utilizzati per controllare i registri degli studi. Una commissione del ministero indicherà quali sono i tempi e il numero di prestazioni per giudicare ottimale il rendimento di una certa unità ospedaliera, ad esempio quanto dovrebbe durare una visita o quanti interventi di colicisti dovrebbero essere effettuati al mese. L’obiettivo della legge Bindi era quella di ancorare i medici alla struttura ospedaliera, di far sì che fossero più presenti in reparto, con i pazienti, predisponendo al suo interno locali appositi per la libera professione. Ma sono una minima parte di aziende si sono attrezzate per l’intramuraria e così anche i medici che hanno optato per questo tipo di rapporto hanno continuato a frequentare i propri studi. Una riforma in gran parte disapplicata. Secondo Fazio per i cittadini sarà un gran vantaggio tornare al passato: «I medici saranno motivati a far funzionare il servizio pubblico. Restituiamo loro responsabilità e dignità di professionisti». Dal Corriere.it
Medici, ritorno al passato La controrivoluzione di Fazio: via l’obbligo di scegliere tra libera professione intramuraria o extramuraria
ROMA - Tornano liberi i medici. Liberi di esercitare l’attività privata senza legami con l’azienda ospedaliera da cui dipendono. Chiamati a rispettare un’unica condizione. Che la massa di lavoro svolto in reparto non risulti inferiore a quello dello studio, per numero e tempi. «Ritorno al passato – annuncia il sottosegretario al Welfare, Ferruccio Fazio -. Il rapporto col servizio sanitario pubblico diventa unico. Via il doppio binario e l’obbligo di scegliere tra libera professione intramuraria (cioè soggetta alle regole della struttura pubblica, ndr) o extramuraria. Questo stabilirà la direttiva nazionale. Resta ferma l’autonomia delle Regioni». La novità molto probabilmente sarà contenuta in un emendamento alla Finanziaria.
(Ansa) SI RITORNA A PRIMA DELLE LEGGE BINDI - In pratica viene ripristinata la situazione precedente la cosiddetta legge Rosi Bindi del ’99 che ha introdotto il rapporto esclusivo dei medici col Servizio sanitario pubblico obbligandoli a decidere tra una doppia opzione. La prima: fatturare le prestazioni private col bollettario della Asl e in strutture predisposte dall’azienda (percentuale che si è verificata in percentuale molto bassa) e, in cambio della fedeltà, ricevere in busta paga l’indennità di esclusiva. La seconda opzione: esercitare l’attività privata in modo autonomo, rinunciando a quella voce dello stipendio. Il 95% dei medici ha scelto la prima strada. La controrivoluzione di Fazio porta con sé un costo di circa 70 milioni, necessari per versare l’indennità a quel 5% di medici che non la ricevevano: «Troveremo quei soldi – si dice certo il sottosegretario -. Si può prevedere anche una graduale applicazione del nuovo sistema. Comunque è tutto da discutere con le Regioni. L’obiettivo è restituire la libertà ai singoli professionisti, la stessa libertà che è consentita agli architetti o agli ingegneri, garantendo la piena efficienza del servizio pubblico».
I CONTROLLORI - Al centro del sistema c’è l’Agenas, agenzia per i servizi sanitari nazionali, col compito di monitorare se la libera professione viene condotta secondo tempi e volumi di prestazioni compatibili con quelle erogate dal pubblico. L’Agenas si avvarrà dei Nas. Potrebbero essere utilizzati per controllare i registri degli studi. Una commissione del ministero indicherà quali sono i tempi e il numero di prestazioni per giudicare ottimale il rendimento di una certa unità ospedaliera, ad esempio quanto dovrebbe durare una visita o quanti interventi di colicisti dovrebbero essere effettuati al mese. L’obiettivo della legge Bindi era quella di ancorare i medici alla struttura ospedaliera, di far sì che fossero più presenti in reparto, con i pazienti, predisponendo al suo interno locali appositi per la libera professione. Ma sono una minima parte di aziende si sono attrezzate per l’intramuraria e così anche i medici che hanno optato per questo tipo di rapporto hanno continuato a frequentare i propri studi. Una riforma in gran parte disapplicata. Secondo Fazio per i cittadini sarà un gran vantaggio tornare al passato: «I medici saranno motivati a far funzionare il servizio pubblico. Restituiamo loro responsabilità e dignità di professionisti».
Margherita De Bac 30 ottobre 2008 |
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