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Le regioni bocciano il patto per la salute

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No alla bozza del governo: stop ai ticket e taglio dei posti letto

IL PRESIDIO A PIAZZA MONTECITORIO PDF Stampa E-mail
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COMUNICATO STAMPA

Oltre trecento infermieri davanti a Montecitorio per
reclamare diritti negati
Il segretario nazionale Nursind, Andrea Bottega:
"svilupperemo con i deputati dei progetti di legge per la
categoria infermieristica"

"Il presidio di questa mattina, conclusosi alle 14, ha
messo a segno il risultato che ci eravamo prefissati. Siamo
riusciti a catalizzare l'attenzione dei deputati di
entrambi gli schieramenti politici e con alcuni di loro
abbiamo persino ipotizzato la possibilità di sviluppare
dei progetti di legge per valorizzare la categoria ed il
servizio infermieristico italiano". Con queste parole il
segretario nazionale Nursind, Andrea Bottega, commenta
l'esito del presidio svoltosi oggi davanti a Montecitorio.
"Le motivazioni che stanno alla base della mobilitazione
sono conseguenti allo stato di estrema sofferenza in cui
versano gli infermieri italiani. Accanto alle continue
riorganizzazioni dei vari sistemi sanitari regionali -
prosegue il segretario nazionale Andrea Bottega - allo
sviluppo delle conoscenze scientifiche e tecnologiche che
richiedono una continua formazione ed un aumento della
responsabilità professionale nella presa in carico dello
stato di salute dei cittadini, alla cronica carenza nel
mercato del lavoro della risorsa infermieristica, alla reale
usura dei lavoratori che per tutta la carriera svolgono il
lavoro notturno e garantiscono la copertura del servizio
nelle 24 ore, ai magri stipendi che non valorizzano una
professione indispensabile per ogni sistema sanitario
pubblico o privato, accanto a tutto ciò si è ritenuto di
procedere a tagli dei fondi contrattuali e degli stipendi
degli infermieri, piuttosto che adeguarli alla media
salariale europea e far riconoscere l'alto valore sociale
della professione". Ai deputati presenti a Roma davanti a
Montecitorio gli infermieri italiani in protesta hanno
consegnato "Le 10 note", un documento che riunisce in
dieci punti le questioni che stanno più a cuore agli
infermieri italiani. "Siamo soddisfatti di come i deputati
hanno analizzato con attenzione "Le 10 note" -
conclude il segretario nazionale Andrea Bottega - e del
fatto che sia stato possibile instaurare un importante
dialogo, che proseguirà nel tempo e che speriamo possa
condurre alla risoluzione delle annose questioni
infermieristiche, con in testa la carenza cronica di
personale, il rinnovo dei contratti della sanità pubblica
e privata, il riconoscimento di lavoro usurante della
professione infermieristica".

Ieri mattina, a Montecitorio, l’Onorevole Nino Minardo ha ricevuto una delegazione di infermieri in rappresentanza della Provincia di Ragusa con una delegazione nazionale. Durante l’incontro, al quale era presente anche il Segretario Nazionale del Nursind (sindacato delle professioni Infermieristiche), Andrea Bottega, sono state esposte le problematiche che investono il settore infermieristico nazionale. Chiedono che venga riconosciuto adeguatamente il ruolo centrale degli Infermieri nel Sistema Sanitario Nazionale. Rivendicano il riconoscimento del lavoro degli Infermieri come usurante, l’istituzione di un’area contrattuale autonoma ed una maggiore dignità economica, l’ampliamento del numero chiuso per accedere ai corsi di laurea infermieristica, un nuovo modello organizzativo con l’inserimento di figure di supporto nell’organizzazione dei servizi sanitari e maggiore rilevanza sociale da attribuire alla figura dell’Infermiere. “Ho ascoltato le ragioni della loro protesta manifestando la mia disponibilità ad approfondire gli argomenti delle loro rivendicazioni e a tal fine ho già provveduto a chiedere, nel breve periodo, un incontro con il Sottosegretario di Stato al Lavoro, Salute e Politiche Sociali, Ferruccio Fazio, per discutere ed individuare una rapida soluzione del problema. Le dotazioni organiche e l’organizzazione del lavoro sono gli attuali punti critici del sistema che condizionano, da un lato, il diritto del cittadino alla ricezione di prestazioni sanitarie adeguate, dall’altro, il diritto di garantire e tutelare la figura dell’Infermiere ovvero di un professionista della Sanità” – ha dichiarato l’On.le Nino Minardo.

Gli infermieri chiedono migliori condizioni di lavoro PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
giovedì 23 ottobre 2008
infermiera_1.jpgLUCCA - il 23 ottobre alle nove e quindici inizierà un presidio di trecento inferimieri davanti a Montecitorio, seguito da un grande sciopero il 31 nello stesso mese. Roberto Pasquinelli , segretario provinciale del Nursind, il primo sindacato di categoria,spiega che "Il mestiere di infermieri negli ultimi anni ha assunto una sempre maggiore importanza nel sistema sanitario, richiedendo sempre più conoscenze e specializzazioni.

E' giunto il momento di riconoscere l'importanza di una categoria che negli ultimi si è trovata in condizioni lavorative sempre più penalizzanti". Il prossimo 23 ottobre dalle 9 alle 15 un presidio di 300 infermieri manifesterà a Montecitorio per chiedere ai deputati di farsi carico delle difficoltà della categoria e stimolare il governo ad adottare i provvedimenti adatti. “Le motivazioni che stanno alla base della mobilitazione - spiega Roberto Pasquinelli, segretario Nursind - sono conseguenti allo stato di estrema sofferenza in cui versano gli infermieri italiani.

Accanto alle continue riorganizzazioni dei vari sistemi sanitari regionali allo sviluppo delle conoscenze scientifiche e tecnologiche che richiedono una continua formazione ed un aumento della responsabilità professionale, alla cronica carenza nel mercato del lavoro della risorsa infermieristica, alla reale usura dei lavoratori che per tutta la carriera svolgono il lavoro notturno e garantiscono la copertura del servizio nelle 24 ore, ai magri stipendi che non valorizzano una professione indispensabile per ogni sistema sanitario pubblico o privato, accanto a tutto ciò si è ritenuto di procedere a tagli dei fondi contrattuali e degli stipendi degli infermieri, piuttosto che adeguarli alla media salariale europea e far riconoscere l’alto valore sociale della professione”.

Il sindacato ha anche indetto uno sciopero nazionale di 24 ore il prossimo 31 ottobre: le richieste avanzate dagil infermieri sono:

* il riconoscimento del carattere usurante del lavoro infermieristico;
* l’aumento ragionevole nello stanziamento economico per il rinnovo dei contratti (inflazione programmata all’1,7 per cento contro un’inflazione reale del 4,1 per cento);
* l’istituzione di un’area contrattuale separata per il personale infermieristico e per le professioni sanitari, per la specificità del mandato e l’appartenenza ad una categoria dov’è prevista l’iscrizione all’albo professionale;
* la possibilità di svolgere l’attività libero professionale in regime di esclusività o aperta all’extramoenia senza incompatibilità;
* l’istituzione dell’Ordine professionale degli Infermieri;
* la detassazione delle ore straordinarie, come previsto per i lavoratori dipendenti del privato.

"Abbiamo realizzato un documento - spiega Pasquinelli -, denominato 'Le 10 note', ovvero i dieci punti che stanno più a cuore agli infermieri italiani, che auspichiamo venga seriamente preso in considerazione dai parlamentari , per risolvere l’annosa questione infermieristica”. "Nelle nostre realtà Aziendali - accusa il segratario -, l’inasprimento sempre più marcato delle condizioni lavorative degli infermieri, mette a serio repentaglio la tutela della salute del cittadino" Il Nursind propone un’organizzazione sanitaria nuova, mettendo al centro dell’organizzazione dei servizi il cittadino con i suoi bisogni di salute. Uno degl obbiettivi è quindi rivalutare il ruolo dell'infermiere come coordinatore degli gli interventi sanitari.

"Negli ultimi 15 anni - continua Pasquinelli - la professione infermieristica ha modificato il suo percorso formativo e lavorativo, da 'professione ausiliaria' (del personale medico ) a 'professione sanitaria', alla quale è riconosciuto un ambito autonomo d’azione: da una formazione ottenuta con il titolo di diploma di scuola regionale ad una formazione universitaria, che rilascia il titolo di 'dottore in Infermieristica'.

Oggi l’infermiere laureato risponde direttamente della presa in carico dell’aspetto assistenziale nella risposta ai bisogni di salute del cittadino, pianifica e gestisce gli interventi infermieristici e ne valuta l’efficacia secondo gli obiettivi fissati". "Il Nursind - conclude - è costantemente impegnato nella battaglia di valorizzazione del ruolo dell’infermiere all’interno del Servizio Sanitario Nazionale, chidendo un'adeguata retribuzione adeguata alla responisabilità e ai disagi, fonte di un'usura psico-fisica che colpisce ben il 10 per cento degli infermieri del SSN".

Condurre questi problemi dalle corsie degli ospedali fino ai livelli dei centri decisionali politici e contrattuali, sia a livello nazionale che aziendale, è quanto oggi, da infermieri per gli infermieri, i nostri colleghi ci chiedono di fare.

 
Sciopero Nazionale Di 24 Ore PDF Stampa E-mail
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IL SINDACATO DELLE PROFESSIONI INFERMIERISTICHE

                   

Venerdì 31 ottobre 2008 

Sciopero Nazionale di 24 H

                                            del SSN e della Dirigenza


Perché la “Politica” dei Governi
ascolti le ragioni della protesta degli Infermieri

le nostre rivendicazioni:

    • Rivalutazione sostanziale dello stipendio
    • Triplicare gli accessi a Scienze Infermieristiche
    • Adeguare il numero degli infermieri alla media europea;
    • Adeguare il numero degli operatori di supporto (O.S.S.)
    • Investire sull’autonomia professionale
    • Riconoscere il lavoro degli infermieri come usurante

             Chiediamo inoltre:

      • di chiudere positivamente il contratto della Sanità Privata fermo ormai da 33 mesi;
      • di rivedere l’inasprimento delle fasce orarie di reperibilità per il controllo fiscale in caso di malattia;
      • di eliminare la sottrazione di risorse economiche dai fondi per la contrattazione aziendale verso i bilanci aziendali in caso di malattia;
      • di togliere il dirottamento del 20% dei risparmi derivanti dal rapporto di lavoro a part time, dal fondo della produttività al bilancio aziendale;
      • di eliminare il discrimine rispetto al lavoro privato nella fruizione dei permessi di cui alla Legge 104/92 e nelle fasce orarie di reperibilità;
      • di eliminare il discrimine nella distribuzione dei fondi contrattuali a chi ha un figlio con handicap;
      • di rivedere le modifiche introdotte al D.Lgs. 66/2003 che aumenta la flessibilità del lavoro riducendo il diritto al riposo dopo il turno di reperibilità, aumentando così la possibilità di eventi negativi in un settore così delicato come quello della salute;
      • un adeguato stanziamento economico per il rinnovo dei contratti pubblici nel DPEF e nei provvedimenti correlati (inflazione programmata all’1,7% contro un’inflazione reale del 4,1%);
      • l’istituzione di un’area contrattuale separata per il personale infermieristico e per le professioni sanitarie, per la specificità del mandato e per l’appartenenza ad una categoria dov’è prevista l’iscrizione all’albo professionale (D.Lgs 165/2001 art. 40 c. 2);
      • la possibilità di svolgere l’attività libero professionale in regime di esclusività (con relativa indennità) oppure aperta all’extramoenia senza l’incompatibilità prevista dal D.Lgs 165/2001 art. 53.
      • l’istituzione dell’Ordine Professionale degli Infermieri, quale riconoscimento già previsto dalla Legge 43/2006.
      • la detassazione della remunerazione delle ore straordinarie, come previsto per i lavoratori dipendenti del privato.

                            Le modalità dello sciopero

      Obblighi dell’azienda e del dipendente

       

      - il dipendente non deve preventivamente comunicare la propria adesione allo sciopero

      all’azienda.

      - l’azienda ha il diritto/dovere di individuare i dipendenti da inserire nei contingenti minimi e

      inviare loro entro 5 giorni dalla data dello sciopero la comunicazione di “esonero dallo

      sciopero” ovvero di recarsi in servizio il giorno dello sciopero;

      - qualora il dipendente inserito nei contingenti abbia intenzione di aderire allo sciopero

      deve inviare, entro 24h dal ricevimento dell’ordine di prestare servizio, una

      comunicazione all’azienda della volontà di aderire allo sciopero e quindi di essere

      sostituito;

      - l’azienda ha il dovere di verificare la possibilità di sostituzione del dipendente: se tale

      sostituzione non è possibile l’azienda ha il diritto di obbligare il dipendente a lavorare.

      - l’azienda deve quindi comunicare al dipendente di averlo sostituito o meno e quindi

      che egli può scioperare o che deve lavorare: nel caso in cui tale comunicazione non viene

      inviata si consiglia di andare a lavorare e eventualmente di contestare in seguito l’abuso

      compiuto dall’azienda.

       

      Prestazioni non indispensabili in caso di sciopero

       

      - nella comunicazione di proclamazione di sciopero sono state inserite quelle che secondo

      NurSind sono le prestazioni non indispensabili in caso di sciopero.

      - né la Commissione di Garanzia né la Presidenza del Consiglio così come tutti i Ministeri

      interessati hanno rilevato alcuna problematica su quanto da noi comunicato, pertanto

      tutte le attività sotto descritte non sono necessarie in caso di sciopero del

      personale infermieristico.

      - il personale contingentato è tenuto a svolgere le attività pertinenti al proprio profilo per le

      sole “prestazioni indispensabili” relative all’assistenza sanitaria d’urgenza per cui i

      “contingenti minimi” sono stati definiti.

      - non rientrano, per questa ragione, come prestazioni indispensabili e pertanto il

      personale non è tenuto alle relative attività:

      - l’esecuzione di esami diagnostici (ematochimici, radiologici, ecc.) di routine, non

      urgenti. Pertanto si ritiene che la programmazione ordinaria non deve essere predisposta;

      - l’assistenza e la predisposizione di interventi chirurgici programmati, rinviabili e

      non urgenti. Ogni programmazione pertanto si ritiene non dovrà essere predisposta. E’

      richiesta la comunicazione alla O. S. dichiarante lo sciopero nazionale di eventuali

      procedure difformi dalla presente determinazione;

      - l’esecuzione del “giro medico” in quanto effettuabile dal personale dirigente anche

      senza la presenza dell’infermiere. Il personale infermieristico in ogni caso garantirà la

      corretta somministrazione delle prescrizioni diagnostico-terapeutiche non deferibili nel

      tempo;

      - l’esecuzione da parte del personale infermieristico e OSS, delle attività alberghiere

      per le persone autosufficienti;

      - il rifacimento del letto dei pazienti autosufficienti;

      - accompagnare il paziente a visite o esami non urgenti.

 
rinnovo dei contratti PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   

aran agenzia rinnovi contrattiATTO DI INDIRIZZO RINNOVI CONTRATTUALI

Roma, Al via la trattativa per il rinnovo del contratto dei dipendenti dei ministeri per il biennio 2008-2009. Il ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta, d'intesa con il Ministro Tremonti, ha consegnato oggi all'Aran (Agenzia negoziale per il pubblico impiego) l'Atto di indirizzo per l'apertura della trattativa.

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Riprende la protesta degli Infermieri PDF Stampa E-mail
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Gli Infermieri non ci stanno... Riparte la protesta

Giovedì 23 ottobre 2008 Presidio a Montecitorio

Venerdì 31 ottobre 2008 Sciopero Nazionale di 24 h - del SSN e della Dirigenza

Durante lo sciopero saranno garantite esclusivamente le prestazioni indispensabili

Scarica il volantino dello sciopero

Leggi la dichiarazione di indizione dello sciopero

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Volantino Sciopero

clicca e scarica il volantino dello sciopero nazionale

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