|
Fimmg, ok infermieri in farmacia
Nessuna posizione pregiudiziale dai medici di famiglia della Fimmg (Federazione italiana dei medici di medicina generale ) sugli infermieri in farmacia. Ma i camici bianchi chiedono, però, che questa presenza non sia alternativa a quella ormai irrinunciabile negli studi dell'assistenza primaria
La Fimmg chiede anche che si investa, non interrompendo un percorso già iniziato da qualche anno, sulla formazione dell'infermiere sia rispetto alle cure domiciliari per malattie croniche e disabilità sia alla 'medicina d'iniziativa' promossa negli studi del medico di famiglia. Giacomo Milillo, segretario generale Fimmg - che ieri mattina a Roma ha incontrato Ferruccio Fazio per discutere dell'argomento - chiarisce così la posizione del maggior sindacato di categoria, all'indomani dell'annuncio dello stesso viceministro della Salute sull'impiego in farmacia degli infermieri per controllo della pressione, distribuzione referti, campagne di prevenzione e altro.
Durante l'incontro di questa mattina Milillo ha spiegato che la Fimmg non ha alcuna intenzione di interferire sul Ddl di riforma delle farmacie all'esame del Senato e ha ricevuto rassicurazioni sul coinvolgimento di medici, farmacisti e infermieri.
"Il sindacato è tuttavia impegnato - ha detto Milillo - nel ridisegnare l'area dell'assistenza primaria partendo proprio da una riorganizzazione degli studi medici che risponda appieno ai bisogni dei cittadini. In questo percorso vanno rispettate le priorità di impiego delle risorse nel Servizio sanitario nazionale".
Del resto, secondo Milillo, la figura dell'infermiere e del collaboratore di studio, accanto al medico di famiglia, costituisce l'elemento essenziale di quel modello di cure sul territorio, 'disegnato' anche dall'ipotesi di Accordo collettivo nazionale per l'assistenza primaria siglato di recente. "Fino a oggi però - ricorda Milillo - meno del 10% degli studi medici può contare sulla presenza di infermieri".
(AGI) - Roma, 24 giu. - Nessuna posizione pregiudiziale della FIMMG sugli infermieri in farmacia. I medici di famiglia chiedono pero’ che tale presenza non sia alternativa a quella ormai irrinunciabile negli studi dell’assistenza primaria. Non solo: chiedono anche che non s’interrompa un percorso gia’ intrapreso da anni e che s’investa su progetti formativi per migliorare l’azione dell’infermiere sia rispetto alle cure domiciliari dedicate a malattie croniche e disabilita’ che alla sfera della “medicina d’iniziativa” promossa negli studi del medico di famiglia. Giacomo Milillo, segretario generale della Federazione italiana medici di medicina generale (FIMMG) chiarisce cosi’ la posizione del maggior sindacato di categoria, all’indomani dell’annuncio dato dal vice ministro della Salute Ferruccio Fazio, circa l’impiego in farmacia degli infermieri per controllo pressione, distribuzione referti, campagne di prevenzione ecc. Questa mattina a Roma Milillo ha incontrato Fazio, spiegando che la FIMMG non ha alcuna intenzione di interferire sul ddl di riforma delle farmacie all’esame del Senato ed ha ricevuto rassicurazioni sul coinvolgimento di medici, farmacisti ed infermieri. “Il sindacato e’ tuttavia impegnato - ha detto Milillo - nel ridisegnare l’area dell’assistenza primaria partendo proprio da una riorganizzazione degli studi medici che risponda appieno ai bisogni dei cittadini. In questo percorso vanno rispettate le priorita’ di impiego delle risorse nel Servizio Sanitario Nazionale.”. Del resto, la figura dell’infermiere e del collaboratore di studio, accanto al medico di famiglia, costituisce l’elemento essenziale di quel modello di cure sul territorio, prefigurato anche dall’ipotesi di Accordo collettivo nazionale per l’assistenza primaria siglato di recente. “Fino a oggi pero’ - ricorda Milillo - meno del 10 per cento degli studi medici ha infermieri”. (AGI) Pgi
|