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Medici: Fazio gli restituisce la "libertà", Si ritorna a pre Bindi

Medici: Fazio gli restituisce la "libertà", Si ritorna a pre Bindi

La controrivoluzione di Fazio: via l’obbligo di scegliere tra libera professione intramuraria o extramuraria

ROMA - Tornano liberi i medici. Liberi di esercitare l’attività privata senza legami con l’azienda ospedaliera da cui dipendono. Chiamati a rispettare un’unica condizione. Che la massa di lavoro svolto in reparto non risulti inferiore a quello dello studio, per numero e tempi. «Ritorno al passato – annuncia il sottosegretario al Welfare, Ferruccio Fazio -. Il rapporto col servizio sanitario pubblico diventa unico. Via il doppio binario e l’obbligo di scegliere tra libera professione intramuraria (cioè soggetta alle regole della struttura pubblica, ndr) o extramuraria. Questo stabilirà la direttiva nazionale. Resta ferma l’autonomia delle Regioni». La novità molto probabilmente sarà contenuta in un emendamento alla Finanziaria.

SI RITORNA A PRIMA DELLE LEGGE BINDI - In pratica viene ripristinata la situazione precedente la cosiddetta legge Rosi Bindi del ’99 che ha introdotto il rapporto esclusivo dei medici col Servizio sanitario pubblico obbligandoli a decidere tra una doppia opzione. La prima: fatturare le prestazioni private col bollettario della Asl e in strutture predisposte dall’azienda (percentuale che si è verificata in percentuale molto bassa) e, in cambio della fedeltà, ricevere in busta paga l’indennità di esclusiva. La seconda opzione: esercitare l’attività privata in modo autonomo, rinunciando a quella voce dello stipendio. Il 95% dei medici ha scelto la prima strada. La controrivoluzione di Fazio porta con sé un costo di circa 70 milioni, necessari per versare l’indennità a quel 5% di medici che non la ricevevano: «Troveremo quei soldi – si dice certo il sottosegretario -. Si può prevedere anche una graduale applicazione del nuovo sistema. Comunque è tutto da discutere con le Regioni. L’obiettivo è restituire la libertà ai singoli professionisti, la stessa libertà che è consentita agli architetti o agli ingegneri, garantendo la piena efficienza del servizio pubblico».

I CONTROLLORI - Al centro del sistema c’è l’Agenas, agenzia per i servizi sanitari nazionali, col compito di monitorare se la libera professione viene condotta secondo tempi e volumi di prestazioni compatibili con quelle erogate dal pubblico. L’Agenas si avvarrà dei Nas. Potrebbero essere utilizzati per controllare i registri degli studi. Una commissione del ministero indicherà quali sono i tempi e il numero di prestazioni per giudicare ottimale il rendimento di una certa unità ospedaliera, ad esempio quanto dovrebbe durare una visita o quanti interventi di colicisti dovrebbero essere effettuati al mese. L’obiettivo della legge Bindi era quella di ancorare i medici alla struttura ospedaliera, di far sì che fossero più presenti in reparto, con i pazienti, predisponendo al suo interno locali appositi per la libera professione. Ma sono una minima parte di aziende si sono attrezzate per l’intramuraria e così anche i medici che hanno optato per questo tipo di rapporto hanno continuato a frequentare i propri studi. Una riforma in gran parte disapplicata. Secondo Fazio per i cittadini sarà un gran vantaggio tornare al passato: «I medici saranno motivati a far funzionare il servizio pubblico. Restituiamo loro responsabilità e dignità di professionisti».

Dal Corriere.it

Medici, ritorno al passato
La controrivoluzione di Fazio: via l’obbligo di scegliere tra libera professione intramuraria o extramuraria

ROMA - Tornano liberi i medici. Liberi di esercitare l’attività privata senza legami con l’azienda ospedaliera da cui dipendono. Chiamati a rispettare un’unica condizione. Che la massa di lavoro svolto in reparto non risulti inferiore a quello dello studio, per numero e tempi. «Ritorno al passato – annuncia il sottosegretario al Welfare, Ferruccio Fazio -. Il rapporto col servizio sanitario pubblico diventa unico. Via il doppio binario e l’obbligo di scegliere tra libera professione intramuraria (cioè soggetta alle regole della struttura pubblica, ndr) o extramuraria. Questo stabilirà la direttiva nazionale. Resta ferma l’autonomia delle Regioni». La novità molto probabilmente sarà contenuta in un emendamento alla Finanziaria.


(Ansa)
SI RITORNA A PRIMA DELLE LEGGE BINDI - In pratica viene ripristinata la situazione precedente la cosiddetta legge Rosi Bindi del ’99 che ha introdotto il rapporto esclusivo dei medici col Servizio sanitario pubblico obbligandoli a decidere tra una doppia opzione. La prima: fatturare le prestazioni private col bollettario della Asl e in strutture predisposte dall’azienda (percentuale che si è verificata in percentuale molto bassa) e, in cambio della fedeltà, ricevere in busta paga l’indennità di esclusiva. La seconda opzione: esercitare l’attività privata in modo autonomo, rinunciando a quella voce dello stipendio. Il 95% dei medici ha scelto la prima strada. La controrivoluzione di Fazio porta con sé un costo di circa 70 milioni, necessari per versare l’indennità a quel 5% di medici che non la ricevevano: «Troveremo quei soldi – si dice certo il sottosegretario -. Si può prevedere anche una graduale applicazione del nuovo sistema. Comunque è tutto da discutere con le Regioni. L’obiettivo è restituire la libertà ai singoli professionisti, la stessa libertà che è consentita agli architetti o agli ingegneri, garantendo la piena efficienza del servizio pubblico».

I CONTROLLORI - Al centro del sistema c’è l’Agenas, agenzia per i servizi sanitari nazionali, col compito di monitorare se la libera professione viene condotta secondo tempi e volumi di prestazioni compatibili con quelle erogate dal pubblico. L’Agenas si avvarrà dei Nas. Potrebbero essere utilizzati per controllare i registri degli studi. Una commissione del ministero indicherà quali sono i tempi e il numero di prestazioni per giudicare ottimale il rendimento di una certa unità ospedaliera, ad esempio quanto dovrebbe durare una visita o quanti interventi di colicisti dovrebbero essere effettuati al mese. L’obiettivo della legge Bindi era quella di ancorare i medici alla struttura ospedaliera, di far sì che fossero più presenti in reparto, con i pazienti, predisponendo al suo interno locali appositi per la libera professione. Ma sono una minima parte di aziende si sono attrezzate per l’intramuraria e così anche i medici che hanno optato per questo tipo di rapporto hanno continuato a frequentare i propri studi. Una riforma in gran parte disapplicata. Secondo Fazio per i cittadini sarà un gran vantaggio tornare al passato: «I medici saranno motivati a far funzionare il servizio pubblico. Restituiamo loro responsabilità e dignità di professionisti».

Margherita De Bac
30 ottobre 2008
Convenzione 118, Croce Rossa Italiana e Regione Lazio verso una soluzione. Ieri l'incontro tra il Commissario Rocca e il Prefetto Pecoraro PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 30 Ottobre 2009 10:02

A GRAVE RISCHIO DI ESTERNALIZZAZIONE UN SERVIZIO PUBBLICO 

Convenzione 118, Croce Rossa Italiana e Regione Lazio verso una soluzione. Ieri l'incontro tra il Commissario Rocca e il Prefetto Pecoraro.

Mentre le altre Aziende Sanitarie della Regione Lazio avevano ottenuto una proroga

 all'assunzione di personale, l'ARES 118 Lazio carente di circa 2000 unità ed ormai al collasso si smantella in favore di istituzioni privatistiche basate sul volontariato.

La convenzione tra l'altro sembrerebbe prevedere l'eventuale chiusura di alcune postazioni dell'ARES 118 che verrebbero prese in carico dalla CRI con l'accorpamento del personale dell'ARES nelle postazioni dove questo è carente e la stabilizzazione di alcuni precari della CRI.

Si è svolto ieri l'incontro fra il Commissario Straordinario della Croce Rossa Italiana, Francesco Rocca, il Direttore ff del Comitato Regionale CRI del Lazio Carlo Monti, ed i tecnici della Regione, con all'ordine del giorno la questione della convenzione relativa al servizio 118 nel Lazio, in scadenza il 31 ottobre. La Regione e la Croce Rossa Italiana hanno avviato un positivo percorso di collaborazione, ipotizzando, in futuro, anche un provvedimento legislativo che affidi il servizio alla CRI e, intanto, l'aumento delle postazioni in essere.

Nel frattempo il Commissario Rocca sarà oggi dal Prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, per garantire la continuità dei servizi da subito. "Un incontro fruttuoso quello di ieri - dice Rocca - che ha segnato l'inizio di un percorso che porterà alla soluzione della questione 118 anche per ciò che riguarda il personale precario, o nel senso di una stabilizzazione o in quello di un assorbimento da parte della Regione".

La scrivente organizzazione sindacale si riserva di conoscere più approfonditamente i dettagli della convenzione anche per sapere che fine farà il personale dedicato che da anni si dedica a questo servizio con dedizione e grande sacrificio.


CROCE ROSSA.......... MA QUANTO MI COSTI ??

Lo slogan è già confezionato:

 
«meno Stato

più Volontariato». 

 

E'  quanto riporta il giornale 
VITA. it  nell'intervista al 
Commissario Francesco Rocca


L'esordio dell'Avvocato Francesco Rocca al timone della Croce Rossa italiana nelle vesti di nuovo commissario straordinario non è certamente di quelli scontati. Rocca da circa un mese ricopriva l'incarico di direttore delle Politiche sociali del Comune di Roma. Adesso il ritorno in via Toscana, dove era stato per poco più di un anno e su indicazione proprio dell'ex presidente Massimo Barra di cui ha preso il posto, il Capo del Dipartimento Socio-Assistenziale della Croce Rossa.

Francesco Rocca: per oltre dieci anni ho lavorato in Caritas..
...Il mio maestro è stato don Luigi Di Liegro.
La valorizzazione dei nostri 150mila volontari sarà uno dei punti qualificanti del mio mandato.


Il Commissario Francesco Rocca ha ricoperto anche l'incarico di
Direttore Generale all'Ospedale S. Andrea  di Roma, nominato dal
 

struttura sanitaria di cui si occupò la trasmissione " REPORT "
http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E1086818,00.html

GLI  ESTERNALIZZATI 

- AGGIORNAMENTO DEL 12/11/2006                   

Michele Buono, Piero Riccardi
Nel 2006 ci siamo occupati del fenomeno del ricorso a pratiche di esternalizzazione di lavoratori presso alcuni ospedali romani e italiani in genere, cioè di appaltare a cooperative e ditte l’acquisto di ore di lavoro per sopperire a carenze di personale assunto direttamente dalla azienda stessa. Questo fenomeno comporta la precarizzazione del lavoro e dei lavoratori (buste paghe più basse rispetto ai lavoratori cosiddetti strutturati, contributi pagati per metà nel caso di lavoratori di cooperative, ridotte tutele, ecc.). Questa tesi, contestata allora dall’assessore alla Sanità della Regione Lazio, viene oggi – 2009 – acquisita come valida dall’Amministrazione Regionale. L’aggiornamento fa il punto della situazione a distanza di 3 anni.

All'ex Direttore Generale 

 
Avv. Francesco Rocca

 
il giornalista chiede...






Attualmente nominato dal Governo e per volontà del Sottosegretario Gianni Letta, ricopre la Carica di Commissario Straordinario della Croce Rossa Italiana con:




UN MANDATO DA.... 


POCHI SPICCIOLI  !!




Totale del Mandato: 

 
€ 390.480,00

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 30 Ottobre 2009 16:49 )