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Scritto da Administrator
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Venerdì 06 Novembre 2009 08:41 |
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Parti cesarei, in Italia più che altrove I risultati emersi da un'indagine condotta dalla Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo) hanno attestato che la percentuale dei parti cesarei, in Italia, è del 37,8%: troppo alta se raffrontata a quella di altri Paesi. Perché? Per circa il 27% per una precisa scelta delle madri, spinte dalla possibilità di un parto indolore con l'anestesia epidurale. La situazione ''potrebbe normalizzarsi'' se ci fossero meno pressioni di tipo medico-legale (35% degli intervistati); più investimenti nella formazione medico-professionale (24%); più anestesisti dedicati (19%) e maggior informazione per le donne (16%). ''L'alto numero dei cesarei - ha sottolineato il presidente nazionale Sigo, Giorgio Vittorie - è collegabile anche al disinteresse delle istituzioni alle quali ora, dati alla mano, possiamo proporre soluzioni. Questo, anche per evitare di devalorizzare, da un punto di vista economico, gli interventi di cesareo, il cui costo si aggira sui 1.300 euro contro i 5.500 di un'appendice''. Da qui, un appello al Parlamento affinché ''intervenga per tutelare” e alle Regioni perché ''investano in strutture sanitarie capaci di aiutare gli operatori a svolgere il loro lavoro''. Anche perché se le strutture e l'organico sono sottodimensionati, il parto vaginale diventa un problema.
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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 06 Novembre 2009 08:42 )
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